Rauti, Pino ( Cardinale (CZ), 1926 novembre 19 - Roma (RM), 2012 novembre 2 )

Tipologia: Persona

Collegamenti

Codici identificativi

  • IT\ICCU\CFIV\093427 (Identificativo SBN) [Verificato il 6/12/2019]

Profilo storico / Biografia

Giuseppe Umberto Rauti, per tutti Pino, nasce a Cardinale in provincia di Catanzaro il 19 novembre 1926, primogenito di Cielino Pietro, usciere presso il Ministero della guerra a Roma, e di Rosaria Coscia. Vive a Roma sin dai primi mesi di vita e vi compie gli studi classici, frequentando l’istituto Sant’Apollinare. Educato in famiglia all’adesione ai principi del regime fascista, all’annuncio della costituzione della Repubblica sociale italiana decide di aderirvi e si arruola, a 17 anni, nel battaglione «M» di stanza a Orvieto. Frequenta il primo corso allievi ufficiali della Guardia nazionale repubblicana, completato nel settembre 1944. Come sottotenente comanda un presidio sul fronte del Po, viene fatto prigioniero dalle truppe britanniche nell’aprile 1945 e inviato nel 211° POW Camp di Algeri, da cui evade fuggendo in Marocco. Arruolatosi nella legione straniera spagnola (il Tercio), è nuovamente catturato dai francesi e rinchiuso nella prigione di Ténès, in Algeria. Rimpatriato nell’aprile del 1946, si impegna subito in politica aderendo, poco dopo la sua costituzione, al Movimento sociale italiano (MSI), ma nel contempo anche al gruppo clandestino dei FAR (Fasci di Azione Rivoluzionaria). Collabora con la rivista giovanile missina “La sfida” e con il giornale ufficioso del partito Rivolta ideale. Fin dal 1° congresso del MSI, del giugno 1948, si inserisce nel dibattito molto acceso sulla collocazione che l’ambiente neofascista avrebbe dovuto assumere nel contesto politico democratico. Con altri esponenti del fronte giovanile (il Raggruppamento giovanile studenti e lavoratori), costituisce un gruppo che, in polemica con l’ala ‘di sinistra’ del movimento e ispirato dalle opere di Julius Evola e Massimo Scaligero, reclama un’intransigenza dottrinaria assoluta e vede nel fascismo l’espressione contemporanea di una tradizione perenne, legata ai valori spirituali e in radicale antitesi con ogni espressione del materialismo, dal capitalismo liberale al socialismo marxista. Sostiene queste tesi sulla rivista “Imperium”, nata nel gennaio del 1950.Senza trascurare l’attività più strettamente politica, che lo vede partecipare a contraddittori pubblici con la Federazione giovanile comunista italiana (FGCI), si dedica all’attività pubblicistica e all’elaborazione teorica. Nel dicembre del 1950 viene però arrestato, insieme ad altri redattori, perché sospettato di attentati dinamitardi firmati dai FAR. Processato, fu assolto nel novembre 1951 per insufficienza di prove. Durante la detenzione continua a collaborare con varie testate dell’area neofascista, fra cui Asso di bastoni, e riprende gli studi universitari,conseguendo la laurea in giurisprudenza all’ Università di Roma, il 1° marzo 1952, con una tesi dal titolo Il Consiglio di Sicurezza e l’organizzazione delle Nazioni Unite.Rientrato nella vita di partito, nel 3° congresso nazionale del 1952, difende le posizioni della componente tradizionalista giovanile, e viene eletto nel Comitato centrale, da cui si dimette un anno e mezzo dopo. Il 15 novembre 1953 fonda il gruppo Ordine nuovo, una vera e propria frazione organizzata, con strutture locali, tessere e una rivista dottrinale omonima, che si ispirava alle idee di Evola e alle esperienze dei movimenti e regimi fascisti del periodo fra le due guerre mondiali, inclusa la Germania nazionalsocialista. Al 4° congresso del MSI del 1954, stringe un accordo con la corrente spiritualista, capeggiata da Pino Romualdi,.
Rieletto nel Comitato centrale, intensifica l’opposizione alla linea conformista del Segretario Arturo Michelini alleandosi, nonostante le precedenti divergenze, con la ‘sinistra’ interna capeggiata da Giorgio Almirante. Tuttavia, quando al 5° congresso del novembre 1956 Michelini prevale di stretta misura sugli avversari, prende la via della scissione fondando, il 14 gennaio 1957, il Centro studi Ordine nuovo.
Nel 1956 inizia la carriera di redattore del quotidiano romano Il Tempo, che prosegue fino al 1972, svolgendo anche funzioni di inviato e direttore delle pagine della provincia. Pur continuando a dirigere Ordine nuovo, cui imprime un’impostazione più ideologico-culturale che politica, si impegna prevalentemente nella produzione di testi teorici e storici, come “Le idee che mossero il mondo” (Roma 1963) e “L’immane conflitto” (Roma 1965). Attraverso la rivista “Ordine nuovo”, il periodico “Noi Europa”, i bollettini “Corrispondenza europea” ed “Eurafrica” e i rapporti con la World Anti-Communist League, sviluppa una linea politica fortemente improntata a contrastare l’influenza sovietica nel mondo, auspicando la nascita di regimi di salute pubblica in funzione anticomunista. Ciò lo porta ad accogliere con favore il colpo di Stato militare del 1967 in Grecia e a sostenere campagne in favore dei regimi ‘bianchi’ di Rhodesia e Sudafrica e del mantenimento dell’impero coloniale portoghese, nonché a schierarsi dalla parte degli Stati Uniti nella guerra vietnamita. Questa posizione lo porta a partecipare, con la relazione La tattica della penetrazione comunista in Italia, al discusso convegno del maggio 1965 dell’Istituto di studi militari Alberto Pollio e a redigere insieme a Guido Giannettini il pamphlet Mani rosse sulle forze armate, che gli vale un sospetto di collusione con i servizi segreti militari.
La stasi delle attività di Ordine nuovo, che respinge l’ipotesi di presentare liste elettorali, il clima di tensione creatosi in Italia nel biennio 1968-69 e l’elezione alla segreteria di Almirante dopo la morte di Michelini, inducono Rauti e la maggioranza dei suoi sodali ad accettare la proposta di rientrare nel MSI. Ciò avviene il 16 novembre 1969, al prezzo della scissione dal Centro studi Ordine nuovo di una componente più intransigente, che riprese la sigla del gruppo per proprio conto. Cooptato nel Comitato centrale e nella Direzione nazionale, ottiene la direzione della rivista di studi Presenza e riprende le pubblicazioni di Ordine nuovo, poi sostituito da Civiltà, che utilizza per far conoscere le proprie analisi e proposte politiche nell’ ambiente missino. Il 4 marzo 1972 Rauti, accusato di complicità negli attentati del 1969, culminati nella strage di piazza Fontana a Milano del 12 dicembre, viene incarcerato e tenuto in prigione per cinquanta giorni. Scarcerato, viene eletto deputato l’8 giugno 1972 e successivamente prosciolto. Rimarrà poi alla Camera per altre quattro legislature, fino al 1992. Avverso alla strategia conservatrice di destra nazionale promossa da Almirante e convinto che il MSI debba rinnovarsi puntando alla penetrazione nella società civile attraverso associazioni e sigle parallele, coglie l’occasione dell’imminente 11° congresso del gennaio 1977 per costituire Linea futura. La corrente vuole proporre un’alternativa ‘nazional-rivoluzionaria’ e rimettere in discussione la collocazione a destra del MSI. Raccogliendo il 22,7% dei voti dei delegati, riesce a lanciare una serie di iniziative come il festival giovanile campo Hobbit, che ha tre edizioni fra il 1977 e il 1980, i Gruppi di ricerca ecologica e un quindicinale diffuso in edicola, Linea. Grazie a queste attività la corrente risulta largamente maggioritaria nella prima assemblea nazionale del Fronte della gioventù del giugno 1977. Nei congressi del 1979 e del 1982, con la sigla Spazio nuovo, Rauti ripropone la sua alternativa alla concezione almirantiana del partito, auspicandone la trasformazione in un movimento meno legato al passato e indirizzato a ‘sfondare a sinistra’, nei ceti sociali delusi dalla svolta riformista consumata in quegli anni dal Partito comunista.
L’occasione per tornare alla ribalta gli si presenta quando la malattia di Almirante apre le porte alla successione alla segreteria; Rauti si scontra una prima volta con Gianfranco Fini nel 15° congresso del dicembre 1987, finendo sconfitto di misura, per poi essere eletto nel gennaio 1990. Resta in carica fino al luglio del 1991, quando, in seguito a dissidi interni e a due nette sconfitte elettorali in elezioni amministrative, alla guida della segreteria torna Fini. Nel frattempo, nel 1989 viene eletto al Parlamento europeo.
Da oppositore della segreteria Fini, Rauti non approva la ‘svolta di Fiuggi’ (27 gennaio 1995) e capeggia la nascita del Movimento sociale-Fiamma tricolore in opposizione ad Alleanza nazionale. Malgrado l’elezione di un senatore nel 1996 e di un eurodeputato nel 1999, il Partito non decolla e diventa preda di scissioni e diatribe, che portano alla sua defenestrazione nel 2003.
L’anno successivo Rauti fonda il Movimento idea sociale, che non riesce a far uscire dalla marginalità. Nel 2008 viene rinviato a giudizio per la strage di piazza della Loggia a Brescia, del 1974, venendone assolto due anni dopo.
Muore a Roma il 2 novembre 2012.
Nel 2014 viene costituita l’Associazione Culturale “Centro Studi Pino Rauti” con lo scopo di ampliare la conoscenza della cultura storica, politica, letteraria ed artistica, ma anche di tutelare, promuovere e valorizzare il patrimonio di interesse artistico, politico e storico. Il Centro si propone come luogo di incontro e di aggregazione nel nome di quegli interessi culturali storici, letterari e politici strettamente riconoscibili nella figura di Pino Rauti.

Funzioni e occupazioni

  • Politico
  • Giornalista

Compilatori

  • Prima redazione: Alessia Ricci (archivista) - Data intervento: 05 dicembre 2019